Sul Bitcoin si pagano le tasse? Bitcoin ed il fisco italiano

bitcoin pagare tasse fiscoQuesta è una domanda che mi è stata posta più volte e su cui vorrei provare a fare un po’ di chiarezza. Come ben sappiamo in Italia c’è sempre un sacco di confusione soprattutto quando parliamo di tasse, burocrazia e regolamenti tributari. Non c’è da sorprenderci se la stessa cosa vale per il Bitcoin. Diciamo che mentre in Svizzera le tasse si possono pagare anche in Bitcoin (ed è possibile acquistare Bitcoin persino attraverso le macchine automatiche delle stazioni ferroviarie) qui da noi solo pochissimi sanno cosa sia il Bitcoin e quando dico che lo sanno in pochissimi mi riferisco anche agli impiegati di Equitalia (che adesso si chiama Agenzia delle entrate Riscossione).

L’agenzia delle entrate con la risoluzione 72/E del nel 2016 ha cercato di far chiarezza sul problema affermando la NON imponibilità delle plusvalenza per quanto riguarda le persone fisiche. Questa cosa non vale per le società d’impresa.

Questo cosa significa esattamente? Pagare le tasse su Bitcoin è dovuto?

Questo significa che sia per bitcoin che per le altre criptovalute qualora non ci sia la volontà speculativa le persone fisiche NON devono pagare tasse. Più nel dettaglio si considera la soglia di 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui come limite per determinare la finalità speculativa.

Quindi se non avete in tutti i vostri conti (Bitcoin, ethereum e non solo) una valore che supera quella somma complessiva allora non dovrete pagare tasse. Se superate quella somma per più di 7 giorni lavorativi continui allora dovete pagare le tasse dichiarando al vostro commercialista la somma che supera i 51.645,69 euro.

In parole povere, se fai trading con Bitcoin ma i tuoi profitti non superano quella somma cumulativa in un arco di tempo di 7 giorni allora non devi pagare tasse. Altrimenti devi pagare le tasse sull’eccedenza rispetto a quella somma.

Inutile dire che questa è la solita farsa all’italiana. Perchè? Date un occhiata a questo video in cui si parla proprio della tassazione di Bitcoin.

Come potrete notare il ragazzo seppure bene informato non menziona il limite dei 51.645,69 e parla di “zona grigia” e di rivolgersi ad un notaio per sicurezza. Insomma la situazione vera è che come al solito c’è solo molta confusione.

Per nostra fortuna bitcoin offre un livello di privacy tale per cui, indipendentemente dalle leggi in materia tributaria di qualsivoglia stato al mondo, l’unica condizione assolutamente necessaria per dover pagare le tasse sui propri bitcoin (idem per ethereum e le altre criptovalute) è quella di VOLER pagare le tasse sui bitcoin! E se trovate una sola persona a questo monto felice di pagare le tasse presentatemela per favore dato che sarei davvero curioso di vedere che faccia ha.

Uno degli aspetti migliori del Bitcoin è proprio questo infatti. Un portafoglio Bitcoin NON è associato nominalmente a te ma solo ad un indirizzo bitcoin univoco. Quindi nessuno può chiederti di pagare le tasse non potendo in alcun modo provare che i Bitcoin sono tuoi. Semplice!

Fin troppo semplice. E questo è un motivo in più per investire in bitcoin adesso! Le persone stanno a poco a poco iniziando a capire il reale potenziale che c’è dietro alla blockchain (ovvero la tecnologia su cui si poggia Bitcoin). Più persone lo capiranno e più il valore del bitcoin salirà nel tempo. E’ chiaro che Bitcoin non è uno strumento pensato per evadere il fisco ma di fatto investire in bitcoin oggi significa non dover pagare tasse di alcun genere e potersi godere il 100% dei profitti. Qualcuno sostiene che un giorno le cose cose cambieranno. Francamente io non credo. La tecnologia dietro il Bitcoin è talmente solida che non c’è alcun modo (per nessuno) di sovvertirne i principi.

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